IN VENETO OLTRE 4,8 MILIONI PER INVESTIMENTI SETTORE VITIVINICOLO A IMPRESE AGRICOLE, DI TRASFORMAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE

Arrivano oltre 4 milioni 858 mila euro per investimenti nel settore vitivinicolo del veneto. La somma, derivante dalla pianificazione finanziaria relativa all’OCM Vino per l’annualità 2014, è destinata al sostegno di interventi effettuati da imprese piccole, medie e intermedie che operano nel settore della produzione, affinamento o confezionamento di prodotti vitivinicoli.

L’aliquota massima di sostegno, in conto capitale, è fissato al 40 per cento della spesa sostenuta per gli investimenti,  limitato al 20 per cento per le imprese intermedie. Sono ammissibili sia interventi strutturali che attrezzature per migliorare la competitività delle imprese del settore.

Metà dello stanziamento, pari quasi 2 milioni 430 mila euro, è destinato alle aziende agricole vitivinicole per interventi riguardanti acquisto di materiale hardware e software, botti in legno, attrezzature per laboratori di analisi, attrezzature e elementi di arredo  per la realizzazione di punti vendita al dettaglio aziendali ed extra – aziendali, l’acquisto di attrezzature specialistiche per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli volti a migliorare il rendimento globale dell’impresa e la sua competitività. L’altra metà è indirizzato ad aziende di trasformazione e commercializzazione per investimenti in impianti di trattamento, in infrastrutture vinicole e nella commercializzazione del vino diretti a migliorare il rendimento globale dell’impresa. Peraltro, se per una delle due azioni previste risultassero importi residui dopo il finanziamento di tutte le richieste, questi saranno destinati alla misura per la quale i fondi stanziati risultassero insufficienti.

Il provvedimento di giunta verrà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto: da quel momento si apriranno per 45 giorni i termini per la presentazione delle domande di contributo.

IL VENETO PROPONE I SUOI BOSCHI A NATALE, OCCASIONE PER VISITARE LUOGHI FANTASTICI E ASSAGGIARE LE BONTÀ DEL TERRITORIO

boschi2Si chiama “Boschi a Natale” ed è la straordinaria proposta di visitazione e degustazione che il Veneto propone per alcune delle sue bellissime zone boschive. Il programma, messo a punto dall’assessorato ai parchi della Regione e dall’Unione delle Pro Loco del Veneto, propone visite guidate gratuite in sette boschi di montagna e di pianura, uno per ciascuna Provincia, che si concludono con assaggi di prodotti tipici del territorio.

Le visite sono concentrate nelle domeniche 8, 15 e 22 dicembre prossimi. Ne sono previste due per ciascun bosco, di un’ora e mezza ciascuna circa: una al mattino con ritrovo alle ore 10 e una al pomeriggio con ritrovo alle ore 14. Per ogni visita è gradita la prenotazione tre giorni prima ad uno dei seguenti numeri: 0438893385, 3342936833. Facebook/boschianatale; www.parchiveneto.it. Gli itinerari sono adatti anche per famiglie.

L’abbiamo organizzata per offrire una alternativa unica e al massimo livello alle famiglie nelle settimane prenatalizie  per far conoscere un patrimonio naturalistico che va anche vissuto e che rappresenta una ricchezza per il nostro territorio. E’ una prima iniziativa, cui daremo un seguito non solo natalizio ma anche probabilmente al prossimo inizio estate, come contributo per una visitazione slow del Veneto e per creare una coscienza ambientale, obiettivo anche del progetto che vede il coinvolgimento di circa 10 mila bambini delle scuole primarie della Regione, che diventeranno a fine anno scolastico “guardiani della natura”.

Sabato 7 dicembre durante la trasmissione televisiva “Linea Blu”, in onda dalle ore 14.30 alle ore 15.25 su Rai 1, si parlerà di pesca professionale nel Parco del Delta del Po.

PROPOSTE PER LEGA NORD

 

IL NORD, PER UNA POSIZIONE RADICALE

 

Quando il motore non funziona, bisogna sostituirlo. È inutile cambiare i pezzi cercando di rattopparlo. L’Italia annaspa, il nord è costretto a seguirla, incatenato ad un sistema centralizzato, oramai ingestibile. Nonostante l’eccellente amministrazione di alcuni enti territoriali locali quali la Regione Veneto, Regione Piemonte e ora anche la Lombardia, la situazione generale sta conducendo tutti verso il baratro. Stiamo rovinando tutto quello che di buono abbiamo creato negli ultimi 50 anni: il distretto industriale del nord scompare, la cultura non viene valorizzata dai finanziamenti, i servizi non sono all’altezza delle tasse che versiamo.

È inutile fossilizzare il dibattito su temi come “imu” e “iva”, in quanto il problema sta alla radice di un meccanismo che non garantisce margini di crescita. Ed è per questo che dobbiamo intervenire, sconvolgendo il sistema fiscale e culturale, proponendo un nuovo approccio che cambi la situazione nell’immediato.

Abbiamo finora accettato di far parte di un sistema italiano totalmente accentrato, che applica la politica di assistenzialismo, resa possibile dall’aumento continuo dell’indebitamento statale utilizzato come primaria fonte di finanziamento. Un sistema incapace di flessibilità e differenziazione nella gestione delle risorse pubbliche, che ha portato all’indebolimento dei regionalismi e alla mancanza di risposte alle necessità delle aree (diverse tra loro) che compongono il Paese.

 

SHOCK FISCALE

 

Cambiare radicalmente sistema significa innanzitutto impugnare la fiscalità. Serve uno shock, un’inversione ad U, uno stravolgimento che cambi totalmente le regole e dia una potente scossa allo staticismo nel quale l’Italia è attualmente ingessata. Bisogna abbattere la spesa pubblica di almeno 80 miliardi in 5 anni (corrispondente a circa il 10 per cento del totale) per raggiungere due obiettivi precisi:

  1. A.     dimezzare la pressione fiscale effettiva dell’IRPEF sullo stipendio dei lavoratori dipendenti
  2. B.     ridurre del 15-20 per cento la tassazione alle imprese.

Il nord ha più volte messo in un cassetto i sogni di indipendenza, mantenendo però vivo il bisogno di autonomia fiscale, che si manifesta ogni giorno tra imprenditori e artigiani, nella loro impossibilità di essere competitivi perché oberati dalla tassazione che non consente di abbattere i prezzi di prodotti e servizi.

È necessario consentire alle imprese e alle famiglie di trattenere i redditi prodotti, permettendo in questo modo di investirlo in un’ottica di massima libertà ed autonomia della singola persona, della famiglia e dell’impresa. È indubbio che ciò costituisca un vantaggio per il nord, dove la densità di imprese è elevata, laddove il potere d’acquisto dei salari è ridotto rispetto alle regioni del sud.

Questa proposta richiede una determinazione e volontà politica importante e presuppone un’assunzione di responsabilità che va ben oltre la ricerca del consenso elettorale immediato. Nella sua radicalità, questo approccio crea certamente tensioni sociali sul territorio italiano. Ciononostante amministratori e politici devono avere il coraggio di intervenire laddove l’urgenza e la necessità lo impongono, consapevoli che questo è l’unico modo attraverso il quale il sistema economico e sociale del nord può inseguire la crescita e lo sviluppo.

La Lega Nord deve assumersi l’onere di proporre lo shock fiscale, presentando una nuova linea anche ai possibili alleati politici. La convinzione è quella di coinvolgere l’elettorato del settentrione, tornando ad essere un punto di riferimento nella risoluzione di problemi concreti di un’area che chiede di essere parte integrante del centro Europa. Una buona dose di coraggio e determinazione, nel proporre ed imporre nuovi elementi che stravolgono l’attuale contesto di gestione della politica economica a livello statale.

MAFIA, È ANCHE IN VENETO. SRADICHIAMOLA. REGIONE PER SISTEMAZIONE CASA SEQUESTRATA A MANIERO, DESTINATA AI GIOVANI IMPRENDITORI

Affari puliti DSC01328La mafia in Veneto esiste, e fa affari. È presente nel mondo degli appalti, nel comparto artigianale ed industriale, perchè la ricchezza attira sempre le organizzazioni criminali. La dobbiamo sradicare. Lo faccio presente in occasione della conferenza tenutasi ieri a Campagna Lupia, in provincia di Venezia, durante la quale è stato consegnato un assegno di oltre 11 mila euro all’associazione Affari Puliti. L’importo verrà destinato al completamento della riqualificazione della casa sequestrata a Campolongo Maggiore al leader della Mala del Brenta, Felice Maniero. L’edificio verrà adibito a spazio dedicato a giovani imprenditori che abbiano necessità di un luogo dove operare, mentre il parco, chiamato “il giardino della legalità”, sarà aperto al pubblico.

All’incontro erano presenti i rappresentanti dei Comuni che aderiscono all’iniziativa, quali Dolo, Fossò, Campolongo Maggiore, Campagna Lupia, oltre al Presidente di Affari  Puliti Marino Milani e al segretario degli artigiani e piccole imprese delle Città della Riviera del Brenta Franco Scantanburlo.

Il ricavato è stato raccolto lo scorso 8 settembre in occasione della partita della Nazionale Cantanti, che ha visto indossare la casacca a personaggi come Marco Paoloni, Neri Marcorè, Enrico Ruggeri, Alessandro Casillo, scesi nel campo di Dolo (VE), per sostenere questa meritevole causa.

La Regione è da sempre vicina in tutti i modi possibili ad iniziative lodevoli come questa, portate avanti da persone che credono fortemente nel valore della legalità e nell’esigenza di diffonderne la cultura. In questo scenario abbiamo deciso intervenire tramite l’Agenzia Veneto Agricoltura, che garantirà la sistemazione del giardino esterno all’abitazione che fu di Maniero. Veneto Agricoltura si sta occupando, infatti, dell’espianto alberature e siepi, rifacimento recinzioni e cancelli, semina prato, alberi, impianto di illuminazione, la fornitura di panchine ed attrezzature realizzate con legno delVeneto, il tutto al fine di rendere il parco agibile e usufruibile dai cittadini. Dare legalità all’area del Brenta  non significa solo ripulirla da organizzazioni criminali, ma anche valorizzare le peculiarità di una zona che trova il suo valore anche nella bellezza straordinaria e nella grande tradizione enogastronomica.