DISTRETTO PESCA ALTO ADRIATICO: PRIMO INCONTRO OPERATIVO. PRATICA DI FEDERALISMO.

Piani di gestione locali; programma ad hoc del fermo pesca 2013; studio sullo stato delle risorse ittiche; arresto definitivo dei natanti da piccola pesca di quanti intendono abbandonare l’attività; stato delle relazioni tra Distretto Pesca Nord Adriatico, Slovenia e Croazia: sono questi i temi sul tavolo di lavoro del comitato di gestione del Distretto, riunito questo pomeriggio a Marano Lagunare, in Provincia di Udine, presenti l’assessore del Friuli Venezia Giulia Claudio Violino e del Veneto Franco Manzato (Coordinatore pro-tempore del Comitato), esponenti dell’Emilia Romagna, del Ministero, delle marinerie locali e delle autorità marittime che operano nel settore. Dopo la formale istituzione di questo organismo di autogestione locale da oggi si passa all’azione concreta: ai progetti e ai piani per risollevare e consolidare l’attività peschereccia e quanto ci ruota attorno, in un braccio di mare dalle caratteristiche uniche dove non è possibile calare dall’alto modalità misurate sui mari profondi. Vogliamo mettere sul tavolo programmi concreti elaborati in modo congiunto rispetto alla condivisione di un mare che è lo stesso. Gli indirizzi della programmazione riguarderanno la capacità di rinnovo degli stock ittici; la riduzione dello sforzo di pesca e dell’impatto sugli ecosistemi marini entro le 12 miglia nautiche; le modalità di impiego degli attrezzi da pesca; l’individuazione dei periodi di pesca; le aree nursery.

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