Lega e Pmi – Manzato ne convoca 250

L’organizzazione dell’evento è partita mesi fa, quando il governo Berlusconi era ancora – quasi – saldo sugli scranni romani. Solo che nel frattempo è cambiato il mondo e l’incontro di venerdì prossimo, all’Hotel Maggior Consiglio di Treviso, voluto dai leghisti Franco Manzato, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, e Gian Paolo Gobbo, sindaco di Treviso, ha preso una valenza diversa. L’idea era quella di allargare la platea degli imprenditori che da un anno s’incontrano periodicamente con i vertici regionali del Carroccio per parlare di politica industriale. Sono stati spediti 250 inviti ad altrettanti imprenditori nordestini per un incontro che vedrà protagonista l’ormai ex ministro dell’Interno Roberto Maroni. Ma dopo le difese della manovra prese da Confindustria nazionale e le critiche alla scelta leghista di stare all’opposizione, l’appuntamento appare come lo sforzo di recuperare consenso tra quel tessuto di piccole e medie imprese storicamente vicine al Carroccio. «Finalmente un tentativo intelligente», lo definisce l’imprenditore (e leghista eretico) Beppe Covre che invoca addirittura la stella di Natale «perché scenda a illuminare le menti e i cuori della Lega». Gli replica Manzato che, ça va sans dire, stronca ogni illazione. «Niente di tutto ciò. Non ho mai preso in considerazione una frattura della Lega con il mondo imprenditoriale veneto. Un conto sono le prese di posizione partitiche in Parlamento, un conto è il territorio. Noi vogliamo discutere di politica industriale e una nuova politica non si costruisce da qui al 2013. Io ho pensato solamente a creare un incontro per ascoltare – prosegue l’assessore -, non per criticare il governo Monti e chi sta fuori o dentro». Intanto 150 imprenditori, veneti e friulani, hanno risposto all’invito di venerdì che si terrà rigorosamente a porte chiuse nel pomeriggio. Tra loro ci sarà Alberto Baban, presidente delle Pmi, in rappresentanza di Confindustria Veneto. «Per il resto non abbiamo invitato rappresentanti di categoria – spiega Manzato – , solo persone che appartengono ai vari mondi economici». La sera, invece, l’incontro è riservato ad attivisti e simpatizzanti della Lega. Qualunque sia la ragione dell’incontro, Unindustria Treviso ha ritenuto di dover precisare che «non è coinvolta in questa iniziativa di carattere politico, ed è da sempre impegnata a rappresentare la cultura e le esigenze delle piccole e medie imprese di questo territorio nelle apposite sedi istituzionali».

I CONTI DELLA VENDEMMIA NEL VENETO: CIRCA 8,5 MILIONI DI ETTOLITRI, 3,6 A DOC. E ORA PENSIAMO AI MERCATI

“Le elaborazioni della Direzione statistica regionale su stime Avepa ci stanno confermando la buona posizione dei nostri vini, alla luce della vendemmia 2011, rispetto alle esigenze e alle richieste dei mercati internazionali”. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, commentando le prime rilevazioni sull’andamento vendemmiale, ancora a carattere provvisorio e presuntivo ma già alla luce di dati sufficientemente precisi sull’uva. La stima riferita al vino è stata effettuata sulla base di una resa uva/vino standard media del 75 per cento. “Questa resa andrà dunque sicuramente corretta, e quasi certamente in ribasso – ha spiegato Manzato – con i dati reali delle dichiarazioni di vendemmia che saranno disponibili per l’elaborazione definitiva a gennaio del 2012. Bisogna infatti tener conto che circa il 40 per cento delle produzioni venete è a Denominazione d’Origine e in certi casi con rese massime previste più basse della quota sopra indicata”. Rimanendo sulla qualità, la gradazione delle uve risulta più elevata rispetto allo scorso anno e non si registrano danni importanti da attribuire ai fattori meteorologici, ad eccezione di alcune perdite dovute alla grandine. Buona la situazione anche sul fronte fitosanitario. Positive le contrattazioni sui prezzi dell’uva, con una crescita anche del 10 – 15 per cento per quanto riguarda la Glera destinata al Prosecco DOC e del 15 –20 per cento per altre tipologie di vino, con picchi persino superiori. Le stime sulla produzione di uva si attestano sugli 11.172.361 quintali, con le punte delle province di Verona (4.365.693 quintali) e Treviso (4.130.085 quintali). Trasferendo questo dato in quantità di vino, la produzione complessiva regionale stimata potrebbe toccare gli 8.569.502 di ettolitri, dei quali 3.677.236 a Denominazione (VQPRD), suddivisi in 2.522.613 ettolitri di vino bianco e 1.154.623 di vino rosso o rosato. Ci saranno poi 3.439.605 ettolitri di vini IGT e 1.452.661 da tavola. “Questi numeri ci confermano che il Veneto si affaccia sul prossimo anno come il distretto mondiale che dispone della maggiore quantità di vini di qualità da uve autoctone a prezzi assolutamente competitivi, a partire dal “fenomeno Prosecco, seguito da Valpolicella, Soave e via via gli altri. Siamo dunque nella posizione giusta per consolidare mercati tradizionali e entrare in nuovi, promettenti spazi, alla luce di un rapporto tra offerta e domanda di vino a livello mondiale che, dopo un paio di decenni, vede un richiesta di consumo più alta delle potenzialità produttive”.

RECUPERIAMO LE AREE NON UTILIZZATE, DA DESTINARE ALL’AGRICOLTURA

 
 
 

“Il nostro Paese non può permettersi di continuare a vedersi sottratto terreno agricolo: se è vero che negli ultimi 40 anni l’Italia ne ha persi 5 milioni di ettari, dobbiamo invertire la marcia, e operare per riportare all’agricoltura le tante aree che oggi sono semplicemente abbandonate a se stesse e che magari improvvidi strumenti urbanistici avevano destinato a industria o commercio che non esiste più o non è mai esistito”. E’ la proposta dell’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, a fronte della continua erosione di superficie coltivabile, spesso determinata da pure esigenze di cassa delle amministrazioni locali. “Lo trovo irragionevole – ha aggiunto Manzato – e in certi casi anche immorale, specie se penso che la ripresa del PIL, nel Veneto e nel Nord Est, è partita proprio dall’agricoltura, così come l’attività agricola e agroalimentare ha visto una ripresa dell’occupazione”. Il riferimento dell’assessore è ai dati Istat secondo i quali l’agricoltura veneta e del Nord Est ha prodotto una crescita del PIL pari all’1,5 %, rispetto alla media nazionale dell’1 per cento. “Di più: con il nostro programma di Sviluppo Rurale abbiamo contribuito ad insediare come titolari di impresa rurale circa 1200 giovani, a fronte di una fisiologica diminuzione del numero delle aziende attive: l’interesse di giovani imprenditori per un settore dove si entra coperti di debiti, ma che hanno fiducia nel futuro, è una iniezione di ottimismo che fa bene a tutta l’economia. Questi giovani imprenditori agricoltori sono la nostra principale risorsa e non possiamo abbandonarla per strada. E’ anche la testimonianza di un legame positivo con il territorio, a fronte di gente che si scosta, in Italia e nel Mondo, alla ricerca di una temporanea fortuna piuttosto che di radici salde nel tempo”. “Allora smettiamola di creare illusioni e zone degradate o comunque destinate al degrado in nome di un progresso che ci fa arretrare e che deturpa territorio, ambiente, città e campagna. Una convinta fiducia nel settore agricolo – ha concluso Manzato – potrebbe evitare il vilipendio di un territorio generoso e virtuoso, che stiamo sfruttando al massimo in termini di produzione a km zero, con un settore agroalimentare e vitivinicolo che propone eccellenze a livello internazionale, in posizione di leadership assoluta per qualità e prestigio”.

 

Rai 3 – Vendemmia Raboso Piave

Manzato a Tgr Prodotto Italia Raitre 15.10.2011

REGIONI: VENETO; AIUTI A COLTIVATORI FRUTTETI KIWI

Sono in liquidazioni contributi regionali per quasi 161 mila euro destinati ai frutticoltori che hanno espiantato i frutteti di kiwi colpiti da cancro batterico. “A distanza di circa sei mesi dalla costatazione della malattia e dalla estirpazione e ad una cinquantina di giorni dalla presentazione delle domande di indennizzo – ha ricordato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato – gli imprenditori interessati hanno il ristoro economico dell’espianto“. “La burocrazia ha funzionato bene – ha aggiunto l’assessore – e mi auguro che il sistema agricolo operi in maniera altrettanto attenta rispetto ad un morbo che si sta rivelando micidiale, anche se la situazione nel territorio veneto non è, per il momento, grave come in altre parti d’Italia”. In Veneto la coltivazione del Kiwi è praticata su oltre 3.200 ettari, per una produzione media annuale di 76 mila tonnellate di frutta con un valore alla produzione di oltre 40 milioni di euro.

ACCELERA ANCORA LA SPESA DEL PSR VENETO. MANZATO: NESSUN RISCHIO DI DISIMPEGNO

“In linea con le previsioni, prosegue l’avanzamento finanziario del Programma di Sviluppo Rurale del Veneto 2007-2013, che ha quasi raggiunto l’erogazione del 30 per cento dei fondi totali a disposizione”. E’ soddisfatto l’assessore all’agricoltura Franco Manzato, ricordando come, a fronte di una partenza ‘lenta’, “le risorse liquidate dal PSR all’11 settembre scorso ammontano a 310 milioni 119 mila euro, che corrispondono al 29,5 per cento della spesa programmata. Rispetto ai dati di inizio giugno si registra un avanzamento del 4 per cento, in poco più di due mesi. Un ritmo che, al momento, mette al riparo il Veneto da qualsiasi rischio di disimpegno dei fondi”. L’Asse 1 (Miglioramento della competitività) ha fatto segnare la progressione più consistente, con un aumento del 5,9 per cento di spesa liquidata rispetto alla precedente rilevazione. Le misure dedicate alla competitività del settore hanno toccato i 187 milioni 245mila euro di aiuti erogati, pari al 38,9 per cento delle risorse disponibili fino al 2013 per questo asse. Ammontano inoltre a 22 milioni 970mila euro i fondi liquidati per l’insediamento dei giovani agricoltori (34,8 per cento rispetto al programmato per la misura 112). Cresce anche la spesa dell’Asse 2 per il miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale. Dal 9 giugno all’ 11 settembre l’avanzamento delle risorse liquidate è stato del 2,2 per cento. I contributi erogati ammontano al 26,7 per cento (101 milioni 212mila euro totali). Oltre la metà della spesa è coperta dalle indennità a favore degli agricoltori delle zone montane (52 milioni 438mila euro). Per quanto riguarda infine gli interventi rivolti alla qualità della vita e alla diversificazione economica (Asse 3), la quota di spesa ha toccato i 9 milioni e 538mila euro, che corrisponde al 14,9 per cento dell’importo messo in programma. Le misure di questo asse sono tuttavia legate all’applicazione del quarto asse dedicato alla programmazione Leader “dal basso”, entrato anch’esso nella sua fase operativa anche sotto il profilo della spesa. Le risorse già attivate dai GAL (8 milioni 323mila euro) corrispondono all’8,2 per cento della spesa programmata. “Con la fine di quest’anno – ha concluso Manzato – il PSR Veneto entra nella fase centrale del suo percorso. Negli ultimi giorni di novembre scadono i bandi per gli interventi forestali, mentre tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio verranno definiti i nuovi bandi e le scadenze sia per le misure “strutturali” del primo asse, che per alcune delle misure agroambientali e silvoambientali. Andiamo avanti, nell’interesse delle nostre imprese agricole”.